Portale di Luce

domenica, 25 maggio 2008

Integrare le PolaritĂ : Passato e Futuro

Integrare le Polarità: Passato e Futuro

by Fuoco Adamantino

 

 

Salve, amici.

Ben ritrovati a questo nuovo appuntamento con la serie di articoli che ho denominato “Integrare le Polarità”; oggi discuteremo di due aspetti del Tempo molto importanti per la vita dell’essere umano, che consciamente od inconsciamente lo influenzano comunque: infatti, dal mio punto di vista, il Passato ed il Futuro sono gli estremi del Tempo in cui ciascuno di noi vive maggiormente, a livello interiore (quindi, di coscienza), pur se i nostri corpi fisici vivono invece nel Presente, a livello esteriore (quindi, come esistenza reale).

Questa differenza che ho dovuto sottolineare in apertura all’articolo, racchiude infatti in sé ciò su cui vorrei invitare gli eventuali lettori a riflettere principalmente: sappiamo, dal materiale esoterico e spirituale che in questo particolare momento dello Spazio/Tempo sta iniziando a circolare sul nostro pianeta così copiosamente (ovviamente, sotto la super-visione degli Esseri di Luce), che i nostri corpi fisici vivono infatti in Terza Dimensione (nell’energia elettromagnetica), rappresentante per la nostra coscienza l’ipotetico momento presente, inteso appunto come atto dell’espressione fisica (ed anche come stato conscio), mentre i nostri corpi eterici ed i nostri piani di coscienza subconsci ed inconsci possono, talvolta (soprattutto a causa di traumi psicologici e sofferenze emotive), vivere in stato di squilibrio rispetto alla coscienza fisica e cadere di vibrazione a livello di subconscio ed inconscio, visitando coi pensieri anche la Seconda (energia elettrica) e la Prima Dimensione (energia radioattiva).

Ovviamente, in questo materiale, le dimensioni non sono intese come luoghi, ma bensì come piani di esistenza, che si basano ossia su vibrazioni energetiche diverse da quelle del piano di esistenza fisica spazio/temporale (quindi, dal piano di creazione in cui si trova, attualmente, vita fisica: in questo caso, la Terza Dimensione, per questo ciclo evolutivo dello Spazio/Tempo): a monte di tutto ciò, esistendo attualmente vita fisica soltanto in Terza Dimensione, le altre dimensioni possono pertanto essere visitate soltanto a livello eterico, ossia soltanto con l’intelletto, o pensiero (attraverso la mente), che la psicologia ha suddiviso in subconscio ed inconscio, all’interno di cui egli può vivere solo esperienze immaginarie, non reali (non è infatti possibile, a livello conscio, tele-trasportarsi da una dimensione all’altra, mentre si possono visitare altre dimensioni a livello subconscio ed inconscio, attraverso la tecnica del viaggio astrale, o durante il sonno).

Chiudendo questo excursus sulle facoltà coscienziali fisiche ed eteriche dell’essere umano, vorrei adesso tornare a riflettere sull’argomento principale di questo scritto: abbiamo, pertanto, convenuto sul fatto che la nostra coscienza di espressione fisica vive attualmente in Terza Dimensione, mentre la nostra coscienza subconscia ed inconscia può visitare anche altre dimensioni più basse, generalmente, come la Prima e la Seconda, quando ci si connette a pensieri estremamente polarizzati, come illusioni, aspettative egoiche, paure, pre-giudizi, ecc…

In particolare, quindi, quando si vivono pensieri di questo tipo (a livello di coscienza non fisica, ma di coscienza eterica, interiore), ci si distacca dal momento presente e dalla realtà fisica, entrando generalmente in sfere del nostro subconscio, che sfuggono al controllo dello stato di veglia (una sorta di vite parallele), all’interno delle quali viviamo un tipo di realtà discordante e conflittuale (ed anche contraddittorio, a volte) con il nostro stato conscio; vorrei, di seguito, fornire un esempio che semplifichi i concetti sopra esposti:

 

- Poniamo che, per necessità, dovessimo partecipare ad una cena di lavoro a cui partecipino persone che ci possono risultare antipatiche: in questo caso, il nostro stato conscio nei loro confronti sarà disposto all’accettazione e ci dimostreremo cordiali, mentre a livello di stato subconscio ed inconscio potremmo, tuttavia, nutrire pensieri di noia e di fastidio nei confronti di tale situazione o di tali soggetti; si verrebbe, così, a creare la condizione di squilibrio tra stato conscio e stato subconscio ed inconscio, che prima abbiamo descritto.

 

Pur non essendo tale situazione meritevole di nessun tipo di giudizio, dobbiamo tuttavia far notare che per l’Operatore di Luce è importante vivere l’equilibrio e l’integrità riguardo a tutti gli aspetti della propria vita (anche per situazioni così apparentemente superficiali, come l’ipotetica cena di lavoro sopra descritta); quando, infatti, non riusciamo a sentire l’equilibrio tra la nostra sfera conscia e la nostra sfera subconsia ed inconscia, è proprio perché a livello interiore non viviamo nel momento presente, probabilmente perchè siamo inconsciamente influenzati da conflittualità interiori (i cosiddetti “complessi”) derivanti, appunto, dal Passato o dal Futuro: infatti, il ricordo di sofferenze vissute nel passato e la paura di affrontare il futuro sono, dal mio punto vista, due delle principali cause dei blocchi interiori per l’essere umano (che la psicologia moderna già prende in considerazione), sia per gli individui in ascensione, che per gli altri soggetti.

Ciò che sento di consigliare, pertanto, agli individui che hanno scelto consapevolmente di lavorare sulla propria interiorità, attraverso l’ascensione in questo caso (per il fatto che questo materiale è propedeutico per tale processo), è di chiedere al proprio Sé Superiore ed alle Guide Spirituali di riuscire a compiere le meditazioni necessarie a riconoscere le proprie paure subconscie (riguardo al Futuro) e le proprie sofferenze latenti (derivanti dal Passato), che possano generare blocchi interiori nel vivere in modo sereno ed equilibrato il Presente.

E’ bene ricordare, a proposito, che sono i nostri pensieri presenti che ci portano a fare le scelte attraverso le quali co-creiamo il nostro futuro e, se noi siamo sempre influenzati dal ricordo delle sofferenze passate, continuiamo a vivere di conseguenza situazioni ripetitive che ruotano intorno alle nostre conflittualità interiori, impedendoci di vivere liberamente la realtà che desideriamo, invece, di co-creare in sintonia coi veri desideri del nostro cuore.

In conclusione, qualora desideraste vivere, sia a livello conscio, che subconscio ed inconscio, l’equilibrio e l’integrità tra Presente e Futuro, vi invito, a tal fine, a rilasciare le possibili paure, le cariche emotive distorte, le illusioni, le aspettative egoiche e tutte le forme-pensiero e le energie distorte connesse a tali tendenze, chiedendo poi la benedizione e la protezione del vostro Spirito, della madre Terra, degli Angeli e di Dio Padre/Madre/Figlio, affinché possiate co-creare la vostra realtà in sintonia con i concetti di Unità e di Amore Incondizionato, su cui è possibile basare la propria vita quando si vive in equilibrio (con sé stessi e con gli altri), nel momento e nel luogo presente.

 

Che la Pace e l’Armonia possano essere sempre le vostre Guide nel Presente!

 

Fuoco Adamantino

 

postato da sesshoumaru84 alle ore 15:19 | link | commenti (4)
categorie: spiritualitĂ 
martedì, 13 maggio 2008

Integrare le PolaritĂ : Accettazione ed Intervento

Integrare le Polarità: Accettazione ed Intervento

by Fuoco Adamantino

 

 

Salve, amici.

Voglio darvi il benvenuto a questo ulteriore appuntamento con la serie di scritti “Integrare le Polarità”, continuando le nostre riflessioni su un argomento che ho scelto di inserire, poiché ritengo abbia dei connotati di praticità che possano supportare la crescita reciproca: ciò riguarda la necessità di equilibrare, nell’esperienza vitale, due atteggiamenti che possono creare squilibri all’individuo umano tra il modo di concepire la realtà e di viverla.

Questi due atteggiamenti, che ho deciso di prendere oggi in considerazione, sono diametralmente opposti, ma complementari e ritengo, pertanto, importante meditare su una possibile risoluzione di equilibrio in merito: quante volte, infatti, nella nostra vita, possiamo esserci resi conto di avvertire emozioni conflittuali riguardo, magari, ad un problema o ad una situazione spiacevole e ci siamo ritrovati poi, di conseguenza, di fronte ad un bivio per trovarne una possibile soluzione?

In questo articolo, ai due vertici opposti del bivio, ho posto, come premesso dal titolo, l’accettazione e l’intervento, come possibili vie d’uscita all’ostacolo trovato sul cammino.

Intendo, ora, spiegare cosa intendo coi due termini accettazione ed intervento, all’interno dell’ambito preso in considerazione: con l’espressione “accettazione” si intende, in questo materiale, la tendenza ad abituarsi al problema senza voler ricorrere a nessun intervento esterno (e ciò presume, di conseguenza, la scelta di compiere un lavoro di introspezione ed analisi su sé stessi, volto ad accettare attivamente l’ipotetico problema senza intervenire, o la semplice accettazione passiva), mentre con l’espressione “intervento” si intende, sempre in questo materiale, la tendenza a ricorrere ai ripari riguardo ad un presunto problema che si è scelto, per vari motivi, di non accettare (e ciò presume, di conseguenza, la scelta di compiere un lavoro di introspezione ed analisi su sé stessi, volto a meditare una soluzione attiva da manifestare riguardo all’ipotetico problema, o la semplice reazione istintiva, con passività di meditazione).

Quanto appena detto, voglio essere chiaro che è il più possibile esente da giudizi e da discriminazioni, poiché nessuno dei due atteggiamenti è comunque sbagliato a priori e bisognerebbe conoscere l’ipotetico problema a fondo prima di capire se la soluzione relativa migliore fosse di tipo accettativo o reattivo, anche se ci sono occasioni in cui l’una possa dimostarsi spiritualmente migliore per tutti; poi, è bene ricordare di nuovo che l’individuo interessato dal problema, il quale ne viene influenzato sia nel vivere la propria Realtà interiore, che nel vivere la propria Realtà esteriore, è comunque libero di scegliere come comportarsi di conseguenza.

Altra cosa da non sottovalutare, è che entrambi gli atteggiamenti possiedono, relativamente al concetto di crescita o evoluzione personale, due risvolti bi-polari attivi e passivi, come fatto notare nelle definizioni fornite in alto: infatti, sia che si decida di accettare il problema senza intervenire, o di intervenire riguardo al problema non potendolo accettare, si ha la possibilità di compiere deliberatamente le meditazioni che portino, in un secondo tempo, alla decisione (ed entrambe le scelte sono, in questo caso, di tipo attivo riguardo alla crescita personale conseguita), mentre, se si decide di accettare o di intervenire riguardo al fattore esterno causante conflittualità interiore ed esteriore, senza compiere le adeguate meditazioni in merito all’una delle due scelte, riguardo alla crescita personale ne deriverà un atteggiamento passivo, proprio perché verrebbe meno la considerazione del problema vissuto come incentivo all’evoluzione (ma non c’è giudizio a priori neanche in questo).

Un ulteriore meditazione che vorrei, però, proporvi riguardo a queste due tendenze opposte, è l’origine genetica di tali modi di pensare e comportarsi: infatti, mentre la tendenza all’accettazione ed al non-intervento caratterizzano generalmente gli individui più riflessivi (quindi, classicamente più mentali, magari per preponderanza di genetica pleiadiana nei propri DNA eterico, fisico e spirituale), la tendenza all’intervento ed alla reattività caratterizzano generalmente gli individui più istintivi (quindi, classicamente più emotivi, magari per preponderanza di genetica siriana nei propri DNA eterico, fisico e spirituale), sempre vedendo entrambi gli atteggiamenti come opposti polari e non a priori più giusti l’uno dell’altro; a tale proposito, vorrei pertanto invitare gli eventuali lettori, qualora sentano di desiderarlo per la propria crescita e per sviluppare la Consapevolezza e l’Amore, che li portino a vivere in maniera più equilibrata con sé stessi e con gli altri, di meditare su quale dei due tipi di pensiero menzionati sia preponderante in sé stessi, al fine di armonizzarne la presenza col relativo opposto polare in questione: chi si renda conto di essere generalmente più mentale, desideri quindi, qualora lo volesse, di divenire anche emotivo (istintivo) e chi si renda conto di essere generalmente più emotivo desideri quindi, qualora lo volesse, di divenire anche mentale (riflessivo).

Concludo questo scritto, fornendovi la consueta meditazione per il rilascio del karma negativo connesso agli argomenti trattati, invitandovi questa volta a rilasciare le cariche emotive distorte, le programmazioni di pensiero, le manipolazioni karmiche, energetiche ed informative, le predisposizioni egoiche, le false credenze e tutte le forme-pensiero e le energie distorte possibilmente presenti in voi stessi, che possano avervi portato sino ad oggi a vivere in maniera squilibrata le situazioni conflittuali di cui avete fatto esperienza, magari essendovi dimostrati troppo disposti ad accettare, o troppo inclini ad intervenire fuori luogo.

Qualora sentiate, poi, il bisogno di un aiuto extra-corporeo per prendere le decisioni che siano in equilibrio col vostro Sé Superiore, che avete magari scelto di co-creare nell’esperienza vitale, chiedete pure la benedizione ed il sostegno del vostro Spirito, della Madre Terra, degli Angeli e di Dio Padre/Madre/Figlio, affinché possiate manifestare scelte equlibrate per voi stessi e per gli altri e per ristabilire l’Armonia tra la vostra e l’altrui Realtà interiore ed esteriore.

 

Un dolce augurio di Pace e Grazia a tutti i membri della Famiglia Spirituale!

 

Fuoco Adamantino

postato da sesshoumaru84 alle ore 23:37 | link | commenti
categorie: spiritualitĂ 
martedì, 13 maggio 2008

Integrare le PolaritĂ : RealtĂ  Interiore e RealtĂ  Esteriore

Integrare le Polarità: Realtà Interiore e Realtà Esteriore

by Fuoco Adamantino

 

 

Salve, amici.

Eccoci di nuovo ad un altro appuntamento con la serie di articoli “Integrare le Polarità”: ciò su cui mi interessa meditare oggi con voi, fornendo come incipit un mio modo di intendere l’argomento, è il confronto tra la Realtà interiore e la Realtà esteriore.

Partendo, perciò dal nostro piccolo, ossia dalla soggettività con cui affrontiamo gli avvenimenti quotidiani della nostra vita (compresi gli “imprevisti”…), possiamo inizialmente affermare che un distacco tra la realtà esteriore e la realtà interiore del soggetto in effetti c’è… E si fa sentire!

Avendo, pertanto, osservato questo fenomeno di separazione riguardo al modo in cui l’individuo incarnato percepisce normalmente la realtà all’interno di un corpo fisico e dello Spazio/Tempo (su una voluta più globale dell’esistenza), cerchiamo ora di comprenderne le possibili cause: sappiamo, sperimentandone costantemente gli effetti  su noi stessi e su ciò che ci circonda, che nella creazione spazio/temporale non esiste di per sé separazione (essendo tutto ciò che esiste un’unica Entità, invero) e che ogni piccola modifica dell’equilibrio su cui si basa Tutto Ciò Che E’, produce degli effetti, che vengono percepiti da ogni singolo essere vivente ed entità in essa presente.

Pur essendo, abbiamo detto, lo Spazio/Tempo basato sul principio fisico (relativo, pertanto, alla materia) di Unità, per quanto riguarda il processo di inter-scambio e sostentamento energetico (basti pensare al fatto che gli elettroni di ogni singolo atomo si inter-scambiano continuamente tra loro senza discriminazione), da un punto di vista non strettamente fisico co-esistono in esso diversi esseri viventi, i quali possono fare deliberatamente esperienza anche della separazione (ossia del pensiero di non-Unità e di repulsione), in questo caso da un punto di vista mentale (per possibili giudizi e pre-giudizi, o mancanza di comprensione) o emotivo (per possibili sofferenze, o conflitti interiori irrisolti): qui, intendo ribadire che non c’è comunque giudizio sul fatto che alcuni individui scelgano di vivere nella propria esperienza l’idea di separazione.

Pertanto, mentre da un punto di vista fisico (inteso, in questo caso, come energetico) è praticamente inpercebile il pensiero di separazione, soprattutto se si osservano categorie di esistenza elementare (quale il quark, l’atomo, la cellula ed in alcuni casi alcuni organismi cellulari semplici), che non incorporano uno Spirito Individualizzato (o Anima), ma Scintille Divine (nel caso degli animali, salvo delfini e balene ed in parte degli umani) o Spiriti Collettivi (soprattutto per alcune specie animali semplici e per gli elementi fisici in genere, quali la cellula, l’atomo ed il quark), è invece possibile riscontrare tale idea negli individui che incorporino Scintille Divine in fase di evoluzione o Spiriti Individualizzati (Anime): per gli umani in modo particolare, dato che incorporano alla nascita già proprie credenze e concezioni e, più in generale, un dato modo di pensare (molto spesso, ereditato dagli antenati e trasmesso per via genetica).

Pur potendo sembrare, a questo punto, il fatto di trovare l’idea di separazione (che sappiamo essere non basata su Amore Incondizionato) un paradosso negli Spiriti in fase di individualizzazione e non in quelli non ancora individualizzati, possiamo tuttavia motivare questo fatto  ponendone come origine la presenza, nei soggetti appartenenti alla prima categoria, di una propria soggettività (derivante da predisposizioni genetiche ancestrali, o create nell’esperienza vitale), la quale può indurre questi ultimi a formarsi, nella maggior parte dei casi, un dato tipo di Ego (basandosi, per lo più, su pensieri di non-Unità, quali la paura o il rifiuto) ed un relativo modo di percepire soggettivamente la realtà.

Ricollegandoci, pertanto, al filo conduttore di questo articolo, cerchiamo ora di fornire una possibile soluzione al conflitto che, più o meno in maniera coscia, può venire a formarsi nell’individuo tra il suo modo di percepire la Realtà interiore e la Realtà esteriore, pur tenendo conto del fatto che essere oggettivi (quindi, esenti da influenze egoiche e da credenze soggettive) sia in merito alla propria natura interiore, che in merito alla natura della realtà circostante, è comunque difficile quando si vive nella dualità della forma, all’interno della quale si tenderà a cercare necessariamente protezione e riparo dagli avvenimenti; dal mio punto di vista, tale soluzione, ancora una volta, può essere cercata, dal soggetto che desideri farlo, attraverso l’introspezione e l’auto-analisi (per quanto riguarda la comprensione della natura della Realtà interiore) e la meditazione in sintonia col proprio Sé Superiore e con gli Esseri di Luce (che ci possono aiutare ad essere un po’ meno influenzati dall’Ego, per quanto riguarda la comprensione della natura della Realtà Esteriore): quando entrambe le attività vengono portate avanti deliberatamente in modo equilibrato, cercando magari di assumere un atteggiamento flessibile, duttile e non-rigido (né verso sé stessi, né verso gli altri), si ha quindi la possibilità di rilasciare correttamente parte del proprio Ego (quindi, delle credenze, delle paure e delle illusioni, che si è riconosciuto di non voler più ospitare in sé stessi) e di re-integrare l’equilibrio tra il flusso della Realtà interiore e della Realtà esteriore al soggetto.

Infatti, in molti Operatori di Luce attualmente incarnati per compiere l’Opera di Amore e di Guarigione per la Madre Terra e per lo Spazio/Tempo, capita che persista talvolta la tendenza ad essere eccessivamente rigidi o verso sé stessi, o verso le circostanze (ed anche verso gli altri, di conseguenza), ovviamente in maniera inconsapevole e spesso in buona fede: tuttavia, in questi tempi di grandi benedizioni elargite dai Regni Angelici, dai Mondi Spirituali e dai Piani di Luce sull’Umanità, vorrei quindi invitarvi a rilasciare, sempre che lo desideriate, il pensiero di separazione e tutte le correlate tendenze negative e cariche emotive distorte, affinché possiate chiedere, invece, al vostro Spirito, agli Angeli, alla Madre Terra ed a Dio Padre/Madre/Figlio di incorporare forme-pensiero ed energie neutre, basate sui concetti di Amore e Perdono Incondizionati, affinché sia possibile ristabilire la Pace e l’Equilibrio sulla Terra.

 

Un sincero augurio di Serenità ed Armonia a tutti Voi!

 

Fuoco Adamantino

 

 

 

postato da sesshoumaru84 alle ore 00:08 | link | commenti
categorie: spiritualitĂ 
mercoledì, 07 maggio 2008

Integrare le PolaritĂ : Esperienze Umane e SpiritualitĂ 

Integrare le Polarità - Esperienze Umane e Spiritualità

by Fuoco Adamantino

 

 

Salve, amici.

Come annunciato nel precedente articolo, ecco un altro capitolo della serie “Integrare le Polarità”, in cui parleremo, appunto, dell’importanza di integrare la propria spiritualità, qualora si sia scelto deliberatamente di svilupparla, con le esperienze umane, che sono molto importanti per la crescita, sia umana che spirituale, poiché permettono all’individuo di fare esperienza diretta di sé stesso (del proprio modo di pensare e dei propri comportamenti, in particolare): cosa fare poi dell’esperienza acquisita, è una libera scelta che spetta esclusivamente al soggetto, poiché non tutti gli Spiriti sono incarnati per ascendere, pur se alcuni evolvono lo stesso, attraverso le vicende vissute ed interiorizzate.

Infatti, nel precedente articolo abbiamo detto che “la Consapevolezza (o riconoscimento di sé) è solo una dote dello Spirito”, ma ciò non significa che chi non si dedichi in maniera consapevole alla crescita spirituale non sia intelligente, o non sia capace di intendere e di volere e di vivere la propria realtà (che è invece libero di creare a proprio piacimento), bensì possiamo affermare che, pur possedendo doti intellettive, capacità creative ed una propria sensibilità (incluse la capacità di amare e di provare emozioni), più o meno sviluppate a seconda del livello evolutivo comunque raggiunto dall’individuo, ciò non implica che la Consapevolezza (intesa come riconoscimento di sé, della realtà circostante e come coscienza animica) ascenda di conseguenza, proprio per il fatto che quest’ultima è una dote dello Spirito (delle Anime, o Spiriti Individualizzati in particolare) e la si può incorporare soltanto attraverso l’ascensione, che è un processo di crescita animica basato sullo sviluppo della capacità di amare e di riconoscere consapevolmente i propri limiti.

Vorrei ribadire, di seguito, che è tuttavia possibile che individui fisici non facenti parte di nessun gruppo spirituale e non consciamente dediti alla spiritualità, o dichiaratamente atei (probabilmente anche a causa di delusioni riguardo alle tradizioni spirituali ed alle organizzazioni religiose), percorrano, magari inconsciamente, un percorso interiore che li abbia portati a rilasciare parte del proprio Ego ed a sviluppare comunque la capacità di amare e di perseguire ideali di amore (come la fratellanza, la lealtà, la cortesia, la solidarietà, ecc…), proprio per il fatto che ogni essere vivente è comunque dotato di un suo Spirito e pur se non avviene per quest’ultimo la connessione conscia con il proprio Sé Superiore (che avviene, invece, col processo di ascensione, o di crescita consapevole), tuttavia può capitare che l’individuo senta comunque la pulsione verso la familiarità e l’Amore Incondizionato.

Come accennato, ancora, nel precedente articolo, c’è poi da prendere in considerazione il fatto che gli insuccessi e le azioni negative, pur se non vissute totalmente in mala fede, ma comunque perpetrate dagli ordini ecclesiastici e dalle organizzazioni spirituali nel corso della storia, hanno allontanato molti individui dall’intraprendere il sentiero spirituale, spesso a ragione, proprio a causa del dogmatismo e della rigidità che caratterizzano poi il modo di concepire la realtà delle classi che gestiscono alcuni di questi movimenti.

Il messaggio che vorrei inviare agli eventuali lettori di tale articolo, è pertanto l’invito a vivere la propria spiritualità senza ritirarsi dal piano umano e senza sottoporsi ad esperienze rigide come il celibato forzato, l’astinenza sessuale, l’estrema povertà e l’isolamento: dal mio punto vista, ritengo infatti che tali esperienze appartengano ad un modo di concepire la realtà (sia dal punto di vista umano, che spirituale) connesso al vecchio paradigma energetico, in cui l’individuo che sceglieva di concentrarsi per la propria crescita spirituale si prestava (per proprie credenze, o anche per imposizione, purtroppo) a vivere, pur se in buona fede, vicende troppo distanti dal modo di concepire la realtà della massa.

Ora, con quest’ultima espressione non vorrei essere equivoco riguardo alla dedizione con cui questi individui si sono adoperati e si adoperano tuttora (poichè ci sono Comunità che seguono ancora quel tipo di paradigma vitale), né tantomeno sminuire la loro opera, che merita comunque di essere onorata per la fede e la costanza dimostrata; nella nuova realtà della Terra, che come sappiamo è ormai un pianeta ed un’Entità vivente in ascensione, è però possibile vivere la propria spiritualità rilasciando gli eccessi di ascetismo e di distacco dal piano materiale, per vivere esperienze che onorino anche l’aspetto umano dell’individuo, col fine di co-creare gradualmente una realtà di Pace ed Abbondanza per tutti, ove non vi sarà più bisogno di sottoporsi a dure e lunghe prove di privazione, pur se per fede.

Rinnovando pertanto l’invito a vivere in maniera serena le esperienze che sentirete voler co-creare nella vostra vita fisica, per sviluppare la vostra Consapevolezza (lavorando su voi stessi ed escludendo, magari, le “cose per sentito dire”), in maniera equilibrata coi vostri aspetti umano e spirituale re-integrati, vi suggerisco, a tal fine, di rilasciare tutte le cariche emotive distorte, le paure, i sensi di colpa, le illusioni, le false credenze, le energie e le forme-pensiero distorte connesse all’eccessivo Idealismo spirituale, il quale può avervi finora indotto a reprimere il desiderio di fare esperienze umane che potrebbero essere, in realtà, di giovamento sia al vostro Corpo, che al vostro Spirito.

Qualora desideriate, poi, rilasciare eventuali programmazioni di pensiero connesse a tali tendenze distorte, chiedete pure il supporto del vostro Spirito, della Madre Terra, degli Angeli e di Dio Padre/Madre/Figlio, affinché vi inviino nuove forme-pensiero, energie ed informazioni di natura neutra ed in equilibrio col nuovo paradigma ascensionale della Madre Terra, che sappiamo essere basato su Amore Incondizionato ed energie magnetiche.

 

Un caloroso abbraccio e molte benedizioni per la vostra realizzazione umana e spirituale.

 

Fuoco Adamantino

postato da sesshoumaru84 alle ore 17:11 | link | commenti (3)
categorie: spiritualitĂ 
sabato, 03 maggio 2008

Integrare le PolaritĂ : Ego e Spirito

Integrare le Polarità - Ego e Spirito

by Fuoco Adamantino

 

 

Salve, amici.

Con questo scritto inizio una serie di articoli concatenati, che ho deciso di intitolare “Integrare le Polarità”, ognuno dei quali avrà nel titolo questa espressione, seguita dall’argomento specifico che sarà poi trattato al suo interno.

Il primo argomento, pertanto, che mi interessa affrontare in questo primo articolo è, appunto, il confronto tra  l’Ego e lo Spirito, le cui conflittualità vissute per raggiungere uno stato di equilibrio sono all’ordine del giorno per gli Operatori di Luce in modo particolare, proprio per il fatto che questi ultimi hanno scelto consapevolmente di vivere nella propria esperienza fisica le situazioni e le vicende che li avrebbero portati a rendersi conto dei propri limiti e delle proprie distorsioni da rilasciare (di intento, di comportamento e di pensiero), pur tenendo conto che queste ultime non sono da vedere con giudizio: in effetti, ognuno di noi ha in sé alla nascita dei pensieri, dei comportamenti e degli intenti non basati su energie e forme-pensiero neutre (ossia, non su Amore Incondizionato), molto spesso derivanti dal proprio lignaggio genetico (dal karma genetico che ereditiamo alla nascita dai nostri antenati) o proprio da sé stessi, ma che possono essere cambiati con la libera scelta di rilasciare le tendenze che si riconoscesse non essere in equilibrio coi presupposti del proprio Spirito (il quale desidera, invece, soltanto amare il prossimo e vivere in innocuità, proprio perché riconosce la familiarità altrui).

A monte di quanto sinora detto, potremmo perciò definire l’Ego come l’insieme di tutte le credenze, le forme-pensiero distorte, le paure, le false convinzioni e le limitazioni di pensiero che non permettono allo Spirito di esprimersi in maniera pura nella forma, ossia non su Amore Incondizionato, ma su separazione, che sappiamo invece essere una prerogativa dell’Ego e della Forma, che inducono l’individuo a crearsi una identità fisica (molto spesso rigida) sulla base di credenze personali e soggettive, le quali non rispecchiano la Consapevolezza spirituale che la forma potrebbe, invece, incorporare.

Infatti, la Consapevolezza (che presuppone anche il riconoscimento di sé) è una dote dello Spirito (non dell’Ego, che si basa sulla paura, intesa come assenza di amore), ossia della propria essenza vivente sui Piani di Luce, che è in fase di continua evoluzione, sia durante la connessione con la forma fisica e con le esperienze di uno o più individui (questo riguarda soprattutto le Anime, ossia gli Spiriti individualizzati), sia durante la fase di non-connessione con la forma fisica, proprio perché lo Spirito è immortale e vive aldilà di Spazio/Tempo, evolvendo su altri piani di esistenza (Mondi Spirituali, Regni Angelici e Piani di Luce).

Ora, con quanto sinora asserito, non intendo affatto che quanto vissuto nell’esperienza vitale sia inutile e superficiale o soltanto egoico, poiché ritengo, invece, che lo scopo della vita sia molto più spirituale di quanto convenzionalmente la società e la cultura moderna da una parte (che vediamo essere più accentrate sul materialismo) e le religioni e le tradizioni spirituali da un’altra (generalmente più accentrate sulla spiritualità e sul distacco dalla materia) hanno sinora ritenuto: infatti, chi si interessa di Spiritualità sa bene di essere un’essenza spirituale in un corpo materiale (dotato, ovviamente, di emozioni, intelletto e percezioni sensoriali), ma non per questo bisogna disprezzare le esperienze fisiche e sottovalutare o trascurare la propria natura umana, ritenendola a priori egoica (a monte di pre-giudizi, pertanto); vedete, in passato alcune tradizioni spirituali hanno insegnato che fosse bene trascurare la propria umanità per dedicarsi solo alla spiritualità, ma ritengo che tutto ciò sia un eccesso opposto al materialismo, mentre invece nell’ascensione ci si prefigge di integrare le polarità e di vivere l’equilibrio in tutti gli aspetti della propria esistenza: fisica e spirituale.

E’ comunque ovvio, però, che quanto qui scritto non è neanche un invito al materialismo (inteso come eccesso) ed alla vita egoica, ma è invece un suggerimento dato con lo scopo di aiutare a stabilire in sé stessi la pace per chi, eventualmente, sentisse lo slancio ad avvicinarsi alla spiritualità, ma fosse rimasto deluso dall’osservare il modo di vivere che molto spesso si è insegnato agli individui intraprendenti la vita spirituale, pur tenendo conto che le esperienze da loro vissute rispecchiavano, appunto, le credenze che essi nutrivano in buona fede in sé stessi, pur se magari eccessivamente distanti da un paradigma di vita per così dire “dignitoso” (quali il celibato forzato, l’eccessiva povertà, l’astinenza sessuale, ecc..).

Ritengo, pertanto, che avere un Ego (ossia proprie credenze, convinzioni e modi di pensare) non sia di per sé un male, ma che sia invece necessario all’individuo per esprimersi nell’esperienza fisica come meglio desidera e che quest’ultimo, qualora l’individuo abbia raggiunto con la meditazione, l’introspezione e l’auto-analisi un buon controllo su di sé ed un buon riconoscimento di sé (o Consapevolezza), non rechi problemi a chi desidera percorrere un percorso spirituale interiore, all’interno del quale ci si può dedicare anche alle proprie esigenze (sia materiali, che affettive, che intellettive), in maniera equilibrata con la crescita spirituale desiderata: in poche parole, più che reprimere l’Ego, credo basti contenerlo, riconoscendone le distorsioni e cercando di rilasciarle gradualmente, una volta pronti.

Perciò, qualora vi rendiate consapevoli di nutrire in voi stessi forme-pensiero estremamente polarizzate riguardo al vostro modo di concepire la realtà spirituale, che vi portino magari a relazionarvi con la vita quotidiana e con le esperienze materiali in modo conflittuale (a causa di un probabile atteggiamento di Idealismo intransigente), vi invito a rilasciare, qualora lo vogliate, tutte le forme-pensiero, le energie distorte, le false convinzioni, le credenze e le cariche emotive distorte (legate alla sofferenza esperite) connessi a tale paradigma di pensiero, chiedendo magari al vostro Spirito, agli Angeli, alla Madre Terra ed a Dio Padre/Madre/Figlio di inviarvi nuove forme-pensiero ed energie neutre a riguardo.

 

Molte care benedizioni per l’Equilibrio a cui aspirate!

 

Fuoco Adamantino

 

 

 

postato da sesshoumaru84 alle ore 10:54 | link | commenti (1)
categorie: spiritualitĂ