Desideri Mentali e Desideri Emotivi
by Fuoco Adamantino
Salve,amici.
Con questo articolo, vi presento una nuova raccolta di riflessioni; questa volta, come premesso dal titolo del presente scritto, mediteremo, perciò, sulla natura del desiderio: in modo particolare, cercheremo di definire alcune differenze principali tra i desideri denominati “mentali”, all’interno di questo materiale e di quelli denominati, invece, “emotivi”.
Tale diversità, dal mio punto di vista, consiste nei presupposti intriseci che sono alla base, appunto, di questi slanci e propensioni; anzitutto, vorrei, quindi, definire cosa intendo con tale espressione: per desiderio, mi presumo, perciò, di definire una particolare pulsione (basata su un determinato intento, dunque sulla volontà dell’individuo interessatone), che proviene dalla natura interiore del soggetto e che può manifestarsi (attraverso un atto di volontà, per l’appunto) attraverso un dato modo di agire, o di comportarsi.
Evitando di prolungarmi in sofisticazioni di logica riguardo ai meccanismi di manifestazione di pensiero/azione, desidero invece invitare chi si sente in sintonia con tali concetti a riflettere sulla diversa natura degli intenti, che possono essere alla base di determinati desideri, magari tradotti in diversi comportamenti, o azioni.
Onde evitare equivoci, mi preme, comunque, di inserire una spiegazione per la scelta di distinguere, in questo scritto, i desideri mentali dai desideri emotivi: ritengo, infatti, che, pur essendo entrambi i tipi di desiderio comunque corretti e potenzialmente giusti, a seconda di quanto riflettono un vero aspetto della natura interiore del soggetto, tuttavia sia possibile che vi siano distorsioni di intento alla radice di essi.
Ciò, credo avvenga poiché tali pulsioni in questione spesso sono riconducibili a complessi irrisolti nelle sfere sub-conscie, o in-conscie umane, di cui l’individuo incarnato è difficilmente totalmente consapevole, soprattutto nel caso in cui tali zone dell’interiorità del soggetto siano state soggetti a traumi, o a sofferenze molto forti (senza, ovviamente, giudizio alcuno): in tali casi, è infatti possibile che le energie, le forme-pensiero e le cariche emotive distorte connesse a tali shock continuino ad essere trattenute nei piani eterici dell’individuo interessatone, creando in tal modo vite parallele, dove quest’ultimo possa vivere pensieri di contraddizione nei confronti dei presupposti della propria sfera conscia (della propria vita reale, o della parte di Sé che esprime nella vita fisica), a volte coinvolgendo altri in questo tipo di karma.
Penso, a tale proposito, che vi sia spesso capitato di fare dei sogni in cui fate o dite a qualcuno cose che mai immaginereste nella vita di tutti i giorni: a volte, tali situazioni oniriche possono, pertanto, riflettere alcune distorsioni di intento, magari alimentate nelle sfere più profonde del soggetto (per le quali inserirò, alla fine dell’articolo, una possibile meditazione purificativa).
Tornando alla natura dei desideri, che oggi intendo comprendere insieme, vorrei ora invitarvi a riflettere su questo concetto: dal mio punto di vista, credo sia infatti necessario definire i desideri mentali come frutto di una pulsione interiore ragionata (non necessariamente programmata), mentre i desideri emotivi come frutto di una pulsione interiore istintiva (non necessariamente impulsiva); ancora una volta, tale distinzione non è data per favorire l’una tendenza a discapito dell’altra, ma soltanto per una reale diversità di intento che ne è alla base: in particolare, generalmente (ma non in maniera rigida e schematica), gli individui del genere maschile e quelli caratterizzati da predominanza di genetica pleiadiana sono tendenti al primo tipo di desideri, mentre gli individui del genere femminile e quelli caratterizzati da predominanza di genetica siriana sono tendenti al secondo tipo di desideri (tutto quanto, affermato, come di consueto, in assenza di giudizio).
Volendo, perciò, essere il più possibile oggettivi in merito agli argomenti trattati, vorrei consigliare agli individui in sintonia con quanto descritto di non cercare di forzare la propria natura interiore, poiché si possa ritenere uno dei tipi di tendenza descritti migliore o peggiore, bensì li invito ad osservare tali moti interiori con larghe vedute, adoperandosi, qualora desiderino crescere in maniera integra ed equilibrata, ad incorporarli entrambi, portando avanti, di pari passo, il lavoro di introspezione e di auto-analisi per il rilascio delle distorsioni di intento (e di tutti gli effetti correlati, sia a livello fisico/conscio, che a livello eterico/sub-conscio).
Ritengo, a mio punto di vista, che un desiderio puro non è né solo mentale, né solo emotivo, ma che, bensì, includa entrambi gli aspetti menzionati, in maniera integrata ed univoca: infatti, un desiderio che riguarda soltanto la mente, ma che non è sostenuto da una emozione pura, è generalmente frutto di una sofisticazione razionale, o di un pensiero programmato, mentre un desiderio che riguarda solo l’emotività, ma che non è sostenuto da un pensiero puro, è generalmente frutto di un possibile capriccio transitorio, o di un impulso volubile; a monte di tutto ciò, credo che soltanto il nostro cuore, quando è accordato ed in vibrazione all’unisono con la nostra mente, possa dirci la verità sugli intenti, che sottostanno ai nostri desideri quotidiani: questo, non per il fatto che il cuore sia di per sé superiore alla mente, ma per il fatto che in esso risiede l’ologramma/archetipo principale con cui nasciamo, che caratterizza e che connette l’essere umano, sui Piani di Luce, con il proprio Spirito, al di fuori dello Spazio/Tempo, il quale conosce ogni intento alla base di ciascun comportamento ed azione, attraverso cui l’individuo incarnato interagisce, poi, con la forma e col mondo esterno.
A tal fine, qualora sentiste il vero desiderio di accordare la vostra mente ed il vostro cuore, per compiere scelte dettate da intenti puri, chiedete alla Madre Terra, agli Angeli ed allo Spirito di aiutarvi a rilasciare tutte le distorsioni di intento, i doppi fini, gli scopi egoici, le manipolazioni karmiche, energetiche ed informative, i pensieri di coercizione, di controllo, di possesso e di egoicità, tutte le illusioni, le aspettative, le credenze e le pretese e tutte le energie, le forme-pensiero, le cariche emotive e le informazioni olografiche distorte, che potreste serbare nella vostra interiorità, a proposito di determinate pulsioni interiori, in cui possano essere coinvolti karmicamente anche altri, con il proposito di trasmutare un eventuale situazione di squilibrio e di separazione attuale, in Perdono ed Amore Incondizionato.
Molte benedizioni ai Pellegrini dell’Amore in cammino!
Fuoco Adamantino
Le Credenze alla base della Rigidità e della Schematicità di Pensiero
by Fuoco Adamantino
Salve, amici.
Vi presento un nuovo scritto, che non fa parte della serie “Ascensione e Purificazione”, ma che è comunque pertinente al percorso introspettivo che il materiale di questo blog sostiene.
In questa occasione, parleremo di due aspetti dell’assetto psicologico umano, generalmente molto diffusi tra gli individui incarnati: il nostro interesse sarà quindi focalizzato, in questo scritto, sulla rigidità e sulla schematicità di pensiero.
Come affermato poc’anzi, tali tendenze psicologiche sono molte diffuse attualmente nel genere umano e ciascuno di noi, più o meno, ne è in qualche modo influenzato, ognuno a suo modo: infatti, gli atteggiamenti di cui tratteremo possono interessare diversi aspetti della vita (sia interiore, che esteriore) dell’individuo, verso i quali egli stesso può mantenere determinate credenze e determinati attaccamenti generalmente molto forti, senza giudizio alcuno.
Ritengo, infatti, che è comune osservare come molti di noi mantengano credenze ed attaccamenti eccessivi a dati modi di pensare, creati come una sorta di schermo protettivo per evitare di prendere coscienza di un determinato aspetto della realtà che non si è pronti ad accettare (ribadisco, senza alcun giudizio): infatti, è più che normale possedere qualcosa in cui credere e che ci permette, generalmente, di sentirci sicuri.
Tuttavia, tra “sentirsi sicuri” ed “essere in equilibrio” c’è reale differenza e chi legge questo materiale credo stia già interiorizzando la consapevolezza di questa seconda condizione dell’essere: infatti, mentre nel primo caso la serenità che si ottiene è indotta dall’ auto-creazione volontaria di un velo illusorio in cui ci si sente al riparo dalle proprie ansie, dai propri trasalimenti e dalle proprie paure, nel secondo caso la serenità che si ottiene è il risultato di un lavoro di introspezione profonda della propria interiorità, che permette poi al soggetto di espandere la propria coscienza oltre le difficoltà della realtà quotidiana.
Tutto quanto abbiamo finora asserito, è rivolto a coloro i quali stiano riflettendo, in questo periodo, su alcuni aspetti della propria individualità (sia di natura mentale, che emotiva) che non sentono di voler più alimentare, desiderando, magari, un cambiamento della proprio modo di relazionarsi (sia interiormente, che esteriormente) ad un determinato aspetto della propria vita: a tale proposito, è infatti possibile che molti di voi stiano ora cercando di sviluppare la flessibilità e la comprensività (di cui ci interessa parlare), ognuno a suo modo a seconda della situazione karmica che ha deciso di vivere come fonte d’insegnamento per tale scopo.
Parliamo di tutto ciò poiché l’attuale sistema socio-economico in cui viviamo (su un piano di esistenza più basso) ed il sistema di credenze globale che gli individui incarnati mantengono tuttora (su un piano di esistenza più alto), fondati sull’attuale livello di vibrazioni genetiche e biologiche con cui gli Spiriti discendono nella forma, sono, purtroppo, estremamente mentali (razionali) e per questo ritengo che nella realtà fisica in cui oggi viviamo è possibile notare, molto spesso, estrema rigidità e schematicità (entrambe, forme-pensiero fondate sul concetto negativo di separazione) ed apparente insensibilità (mancanza di emozioni); a tale proposito, evitando di approfondire le problematiche socio-culturali che portano alla nascita del sistema di pensiero materialista ed utilitarista oggi molto diffuso, vorrei invitare, invece, coloro i quali sono interessati a compiere su sé stessi il lavoro di introspezione e di auto-analisi, a leggere gli articoli 9 e 14 della serie “De-Programmazione” all’interno del materiale della SDAG (presenti nel sito www.ascensione.com), a proposito degli ologrammi distorti dell’OPPRESSIVO e del RIGIDO: credo, infatti, che in tali scritti troverete alcuni consigli molto utili ed illuminanti per le vostre meditazioni.
Ricapitolando, desidero quindi di ricordare che quanto affermato in questo materiale non è da vedere come una critica, bensì è da intendere come una serie di suggerimenti per chiunque sia disposto a mettere in dubbio sé stesso, le proprie credenze e le proprie abitudini (sia nel modo di pensare, che di comportarsi), ovviamente per rendersi più comprensivo e bendisposto nei confronti di coloro coi quali è coinvolto in determinate situazioni poco piacevoli e verso cui possa, pertanto, dimostrarsi rigido o intransigente, serbando possibilmente credenze, giudizi e pre-giudizi a riguardo, che può comunque scegliere di rilasciare quando vuole.
L’augurio con cui ci apprestiamo a concludere questo scritto, è pertanto quello di riuscire ad espandere la propria capacità di discernimento oltre i pensieri negativi che si celano dietro le delusioni, che ciascuno di noi, a suo modo, serba riguardo a determinati aspetti della vita, portando la Luce dell’Amore Incondizionato dove ora vi è l’oblio della separazione.
Pertanto, qualora desideriate rendervi meno rigidi e meno schematici riguardo al vostro modo di vedere e di concepire la realtà che vi circonda, invito tutti coloro che si sentono pronti a guardare dentro il proprio Ego ad intendere di rilasciare tutte le paure, le illusioni, i complessi irrisolti, le aspettative deluse, i giudizi, i pre-giudizi, i pensieri di tirannia, di comando e di coercizione, le energie, le forme-pensiero, le cariche-emotive e le informazioni olografiche distorte connesse alle tendenze di separazione oggi descritte: in vostro supporto, potete chiedere la benedizione e l’aiuto del vostro Spirito, della Madre Terra, degli Angeli e di Dio Padre/Madre/Figlio, affinché vi donino la capacità di trasmutare la natura lineare della vostra mente fisica (generalmente, rigida e fissa) nella natura muti-dimensionale della vostra mente spirituale (che è, invece, duttile e flessibile): ciò, è possibile a tutti, quando si stabilisce un saldo contatto col proprio Sé Superiore.
Ricordando Che Siamo Uno e nient’altro che Amore, auguro a Tutti di vivere come tale!
Fuoco Adamantino