Riflessioni sull'Origine dell'Ego
by Fuoco Adamantino
Salve, amici.
Questa volta ho scelto di interrompere la serie di articoli “La Via della Trasformazione”, per presentarvi nuove meditazioni che si distaccano dal filone riguardante la raccolta poc’anzi citata.
Oggi, infatti, vorrei invitarvi a riflettere sull’origine di quel fenomeno che nell’essere umano si manifesta come “Ego”; a tale proposito, vorrei anzitutto ricordare alcuni concetti già esposti in passato lungo la composizione del materiale fino ad oggi composto: per iniziare, come già detto, possiamo convenire nell’esprimere attraverso il termine “Ego” l’insieme dei pensieri e delle emozioni di inconsapevolezza (ossia, di mancanza di Luce ed Amore) che l’individuo serba in sé stesso, connessi a una gamma più o meno vasta di conflittualità e di complessi irrisolti (su diversi livelli coscienziali, ovviamente).
Come possiamo dedurre dalla definizione sopra esposta, è pertanto naturale asserire che l’Ego non ha avuto origine nell’atto di creazione primordiale, quando la Divinità emanò da sé le Anime e gli Spiriti (che sono scintille di Anime): infatti, questo processo creativo avvenne in base all’unico tipo di energia attraverso cui lo Spirito potesse manifestarsi (d’ora in poi, useremo soltanto il termine Spirito per indicare il concetto olistico di Divinità, poiché più appropriato ed onnicomprensivo); ovviamente, questo atto non fu materiale, poiché nel creare le Anime in realtà accadde che dallo Spirito discese altro Spirito e non forme di vita fisica, visto che la creazione dello Spazio/Tempo (dimora materiale delle Anime e degli Spiriti) avvenne molto tempo dopo.
Una volta create, comunque, a tali Essenze fu lasciato il totale libero arbitrio di evolvere a proprio discernimento, sviluppando la propria Consapevolezza ed il proprio Intelletto; da quando fu possibile l’incarnazione a quel fenomeno di separazione dallo Spirito che fu denominato in seguito “Caduta”, possiamo perciò asserire che le Anime fecero quasi esclusivamente esperienze di Amore Incondizionato (di energia magnetica), mantenendo più o meno la matrice originaria che lo Spirito aveva ispirato in loro (nel loro DNA fisico, eterico e di Luce); tuttavia, col passare del tempo e col susseguirsi di esperienze sempre meno magnetiche, ma più polarizzate (non basate su Amore Incondizionato, rappresentante invece il polo neutro che può integrare gli opposti), le Anime e gli Spiriti svilupparono gradualmente sempre più Ego (entrando in uno stato di separazione coscienziale dallo Spirito), sia durante la fase di incarnazione (spazio/temporale), che nella fase di dis-incarnazione (nei Piani di Luce).
Tutto ciò, fu possibile perché nell’infinito Amore e nell’infinita Grazia che lo Spirito nutre per i suoi figli, alle Anime ed agli Spiriti fu lasciata la totale libertà di creare la propria realtà, anche se fosse stata lontana dalla matrice di Luce che lo Spirito stesso aveva infuso nell’atto di creare.
Qui, un dubbio fondamentale mi sorge spontaneo: perché, quindi, se l’Essenza di ogni essere è l’Amore, ciò non viene quasi mai riconosciuto, pur essendo quest’ultima l’impronta archetipica che lo Spirito ci ha donato per similitudine?
A questa domanda, mi verrebbe spontaneo rispondere che riconoscere la nostra natura spirituale dovrebbe essere la cosa più innata in noi, più di bere un bicchier d’acqua o di mangiare un panino; eppure, il paradosso dell’attuale stato coscienziale umano vuole che molto spesso non si sappia riconoscere la propria Essenza ed è come se la Luce abbia smesso di riconoscere sé stessa, poiché celandosi in una forma d’ombra ha iniziato ad identificarsi con il velo che la riveste.
L’Ego, quindi, è ciò che più si avvicina per definizione ai concetti esposti nel paragrafo poc’anzi inserito: esso, per sua natura, è infatti un velo irreale sostenuto a livello di coscienza (conscio, sub-conscio ed inconscio) dai pensieri e dalle emozioni polarizzate (non neutre) che l’individuo mantiene per auto-difesa, concentrandosi quindi su concetti di separazione e paura, non di Amore e Luce; tutto ciò, è detto assolutamente senza giudizi e pre-giudizi, poiché in fondo ciascun individuo ne è interessato in qualche modo, essendo per il soggetto normale la necessità di difendersi da ciò che non si conosce, o che si teme, finchè non si è pronti a far luce nelle tenebre delle proprie paure e preoccupazioni.
In ogni caso, è comunque curioso osservare come la forte dicotomia apparente tra Luce ed Ombra abbia rinforzato la credenza del dualismo, divenendo poi quest’ultimo un elemento fondamentale per le varie religioni che oggi conosciamo (in questo caso, soprattutto per il Taoismo); a questo proposito, tuttavia, ritengo che il concetto di dualità riferito ai due elementi Materia/Spirito debba comunque essere trasceso, qualora si voglia perseguire un cammino di crescita equilibrato sia a livello interiore (spirituale), che esteriore (umano), poiché è comunque giusto distinguere queste due sfere esistenziali, ma è altrettanto importante di integrarle e di fonderle a livello coscienziale per raggiungere uno stato di Equilibrio e di Pace stabile: infatti, finchè la Forma e lo Spirito vivono in conflitto e ci si dedica troppo all’una, o all’altro, ciò impedisce all’individuo di armonizzare gli opposti e di ricreare all’interno ed all’esterno di sé lo stato naturale di Grazia e Beatitudine che deriva, invece, dalla fusione dei due poli contrari in un unico polo neutro.
A questo proposito, consiglio a chi si trovasse in sintonia con quest’ultimo concetto esposto di intendere di stabilire un contatto profondo e saldo col proprio Sé Spirituale, con la Madre Terra, con le proprie Guide Spirituali ed Angeliche e con lo Spirito, rilasciando a tal fine possibili pensieri di paura, di colpevolezza, di vergogna, di giudizio, di pre-giudizio, di separazione, di delusione e di sofferenza, tutti i complessi irrisolti e tutte le forme-pensiero, le cariche emotive, le energie e le informazioni olografiche distorte, che oggi possano alimentare in voi dei conflitti tra un possibile anelito spirituale ed un possibile scetticismo opposto.
Forma e Spirito, in fondo, sono soltanto due aspetti diversi della Creazione, ma la loro Essenza profonda li accomuna, poiché derivano entrambi dalla stessa Fonte ed in verità il Sentiero Spirituale di Ritorno a Casa è aperto a tutti in ogni omento, perché lo Spirito non abbandono mai nessuno, ma onora e benedice sempre tutti…
… Tuttavia, per essere un Operatore di Luce costante e coerente, tutto ciò lo si deve credere fortemente, non per un atto di devozione ignorante, ma per un atto di Fede Consapevole!
Molte Benedizioni di Luce ed Amore a tutti i Fratelli ed a tutte le Sorelle della Famiglia Spirituale sulla Terra!
Fuoco Adamantino
La Via della Trasformazione: Distinguere la Pace dalla Calma
by Fuoco Adamantino
Salve, amici.
In questo nuovo scritto, che va a sostenere ancora una volta il corpus di meditazioni siglate dalla definizione “La Via della Trasformazione”, ci concentreremo sul confronto tra due disposizioni interiori ed esteriori che l’individuo incarnato è libero di scegliere come meglio crede, soprattutto per similitudine di intento che ne è alla base (sappiamo, infatti, che “il simile attira il simile”): a questo proposito, vedremo nel corso dell’articolo come l’una e l’altra tendenza riflettano a vicenda la natura del soggetto che le manifesta (sia a livello mentale, che emotivo).
Prima di tutto, è bene premettere ancora una volta che l’elemento mentale e quello emotivo non saranno posti in uno stato di separazione e di contrasto, ma soltanto in confronto, per poi essere integrati da un ipotetico elemento equilibrante per entrambi.
Dal mio punto di vista, è infatti fuorviante l’utilizzo esclusivo della mente o dell’emozione per ricreare la pace e la calma nella propria esperienza vitale; a questo proposito, devo sottolineare che ritengo basilari questi due stati di coscienza per sentirsi realizzati nella propria vita, poiché, senza la capacità di ricrearsi almeno uno dei due, i possibili conflitti e le difficoltà con cui ci si confronta quotidianamente rischiano di divenire un complesso di problematiche complicate da smaltire.
Molto spesso, infatti, quando i contrasti che derivano dall’esterno si susseguono in maniera rapida, ci sembra di non riuscire ad affrontarli con la giusta disposizione, quindi è facile che spesso ci arrabbiamo o ci deprimiamo per essi. Queste due tendenze, a mio avviso, si manifestano a vicenda sia a livello interiore, che esteriore, in soggetti che hanno due predisposizioni caratteriali preponderanti opposte: infatti, per le persone che tendono a reprimere i propri pensieri e le proprie emozioni è più facile deprimersi, mentre per le persone che tendono a manifestare i propri pensieri e le proprie emozioni è più facile arrabbiarsi; ovviamente, entrambe le tendenze così descritte sono fuorvianti per il sostegno di una crescita corretta sia a livello umano, che spirituale, pur esentandomi da giudizi in merito, poiché sono in qualche modo basate su conflittualità e su paure (soprattutto, a livello sub-conscio ed in-conscio), non su Armonia ed Equilibrio (aspetti dell’Amore Incondizionato).
Quanto sopra asserito, non è detto per favorire gli individui che si impegnano nella propria esperienza vitale ad evolvere la propria natura coscienziale, bensì per invitare coloro i quali sono già sul cammino o coloro che stiano prendendo coscienza della propria spiritualità a concentrarsi sul rilascio dell’Ego e sulla purificazione della Personalità (manifestazione materiale dell’Ego); questo invito, ancora una volta, non è tuttavia indirizzato a chi è concentrato sull’Ego, non per separazione, ma per diversità di Intenti, senza pre-giudizi in merito.
Tornando al discorso della tendenza a reprimere, in opposizione alla tendenza a manifestare all’esterno ciò che si prova, possiamo tuttavia osservare che tale diversità è riconducibile alla separazione distorta dei due poli mente/emozione (li ho definiti poli, perché in realtà sono parti di un unico elemento neutro che li include entrambi, ossia lo Spirito): in effetti, gli individui tendenzialmente più mentali (razionali) saranno indotti per loro natura a non manifestare all’esterno i loro pensieri ed emozioni, mentre gli individui tendenzialmente più emotivi (istintivi) saranno indotti per loro natura a manifestare all’esterno tutti i loro pensieri ed emozioni.
In entrambi i casi, possiamo suggerire che a volte è invece opportuno manifestare nel modo più innocuo possibile ciò che si pensa o si sente (ovviamente, dopo averlo filtrato a fondo a livello coscienziale), mentre a volte è invece opportuno non manifestare in modo eccessivo e dannoso tutto ciò che si pensa o si sente (sempre dopo averlo filtrato a livello coscienziale): per questo, non esiste però un metro di misura adatto per tutte le situazioni, poiché la diversità delle dinamiche esteriori (riguardanti l’evento) ed interiori (riguardanti la natura del soggetto) in gioco è molto vasta; comunque, il consiglio che sento di dare a chiunque legga tale materiale è quello meditare profondamente prima di reagire in qualsiasi modo ritenga opportuno riguardo ad una qualsiasi situazione karmica, chiedendo la connessione col proprio Sé Superiore ed il sostegno delle proprie Guide Spirituali ed angeliche, per stabilire, appunto, la Vera Calma e la Vera Pace in sé stessi.
Cosa intendere, quindi, con queste due espressioni?
Ritengo che la Vera Calma e la Vera Pace siano connesse tra loro, per il fatto che sia l’una, sia l’altra, sono soggette ad un gioco di opposti dove i due elementi principali sono, ancora una volta, l’interiorità e l’esteriorità del contesto materiale in cui si manifestano: a questo proposito, possiamo suggerire che da un punto di vista materiale in fondo ci si sente calmi ed in pace finchè qualcosa all’esterno non entri in conflitto con la nostra interiorità, o l’inverso: perciò, si può affermare che la nostra pace fisica dipende dalla nostra calma fisica in un dato momento; questo, è in parte vero, se lo si guarda da un punto di vista superficiale ed apparente, tuttavia non lo è in modo profondo.
Da un punto di vista spirituale, infatti, è invece possibile che un conflitto (sia emotivo, che mentale) possa essere stato risolto a livello fisico/conscio (o accettando, o cambiando la situazione creante difficoltà), mentre non sia stato risolto a livello eterico/sub-conscio nella coscienza dell’individuo: a questo proposito, il soggetto interessato da tale situazione mostrerà quindi una calma apparente (sul piano materiale), ma in realtà gli mancherà la vera pace (sul piano spirituale).
In apparenza, è infatti possibile ricreare la calma in sé stessi, rimuovendo in maniera forzata alcuni dei possibili complessi irrisolti legati ad una data situazione o a un dato aspetto della vita, mentre in realtà è impossibile vivere in uno stato di pace reale, se non si sono prima risolti i conflitti che incidono profondamente nel proprio essere: infatti, da un punto di vista spirituale, la Pace è una causa della Calma è per questo viene prima, mentre la Calma è solo un effetto della Pace, quindi è impossibile creare uno stato di calma illusoria se prima non si è stabilita la Vera Pace in sé stessi.
A sostegno di ciò, suggeriamo quindi di sostenere un’attività costante ed accurata di meditazione ed auto-analisi rispetto alle impressioni ed alle pulsioni che si vivono quotidianamente in merito alla realtà che ci circonda, chiedendo a tal fine il supporto, la benedizione ed il consiglio del proprio Sé Superiore, degli Angeli, della Madre Terra e dello Spirito, affinché siate illuminati nel rilascio dei possibili pensieri di frustrazione, di rammarico, di rabbia, di delusione, di tristezza, di insoddisfazione e di sofferenza, tutti i desideri egoici, le illusioni, le aspettative, le paure e le illusioni e tutte le forme-pensiero, le cariche emotive, le energie e le informazioni olografiche distorte, che possano attualmente alimentare lo stato di separazione dalla Fonte (dallo Spirito) generante mancanza di Pace e di Calma nel vostro essere.
Possa La Luce dello Spirito colmare i Vuoti delle ferite insite nella Forma!
Fuoco Adamantino
La Via della Trasformazione - Distinguere la Forza dalla Rigidità
by Fuoco Adamantino
Salve, amici.
L’appuntamento odierno con le nostre meditazioni ci porta, questa volta, a meditare su uno degli aspetti che ritengo, personalmente, generare più confusione tra gli individui in ascensione e non.
In questo scritto, quindi, ci concentreremo a cercare una possibile soluzione ai complessi irrisolti che possono indurre il soggetto ad attirare nella propria esperienza vitale pensieri, emozioni, ed energie in sintonia col concetto di Rigidità: in questo caso, la nostra concentrazione si farà preponderante sull’esperienza degli individui che ho definito poc’anzi “in ascensione”, soltanto per il fatto che questo materiale è in sintonia con le vibrazioni che vengono sostenute da questo moto interiore e dalle tendenze esteriori che scaturiscono da esso.
Ancora una volta, dal mio punto di vista, è infatti normale che da un punto di vista umano l’individuo entri in sintonia con la corrente di pensiero che oggi abbiamo preso in esame, mentre tale fenomeno può risultare parallelamente incoerente, se osservato, invece, da un punto di vista spirituale (ovviamente, esentandomi da ogni giudizio e pre-giudizio in merito): a tale proposito, tutto ciò che verrà sviluppato e sostenuto in seguito, è da vedere soltanto come un possibile spunto per la crescita, che come sappiamo richiede Intento (Volontà) e duttilità (intesa come disponibilità al cambiamento), che il soggetto è libero di scegliere senza giudizio alcuno.
Spesso, infatti, può succedere che chi si avvicina con propositi spontanei e sentiti al Sentiero di Crescita Spirituale, tuttavia si tiri poi indietro quando tale percorso di iniziazione interiore ed esteriore cominci a creare conflitti forti all’individuo (che richiedono, conseguentemente, cambiamenti da parte di quest’ultimo, per essere risolti), sia con sé stesso, che con la realtà che lo circonda; ciò, non è detto per intimorire o per allarmare le persone che coltivino, magari, un anelito vero alla crescita, bensì per assumere un atteggiamento realista ed obiettivo in merito a tali argomenti. In fondo, il fenomeno di “ascensione”, è una vera e propria ricongiunzione che avviene su diversi livelli di esistenza (fisico, eterico e spirituale) tra la coscienza fisica (immersa nella realtà materiale e spazio/temporale) e la coscienza spirituale ed animica (dimorante oltre la realtà spazio/temporale, su livelli vibrazionali di Spirito e Luce), ma ciò comporta difficoltà comprensibili, che l’individuo può scegliere di non voler sostenere, senza giudizio alcuno.
Volendo concludere questo preambolo, passiamo, perciò, a concentrarci sull’osservazione del conflitto che può crearsi, soprattutto durante il processo di ascensione, quando si confonde il concetto di Forza con quello di Rigidità; per fare ciò, è necessario fare un passo indietro e definire, anzitutto, tali due concetti: dal mio punto di vista, in effetti, si può esprimere col termine “Forza” la tendenza a resistere ad un’attività o a un evento che si ritenga difficoltoso in maniera decisa, ma allo stesso tempo duttile e flessibile (dimostrando Equilibrio), mentre si può esprimere col termine “Rigidità” la tendenza a resistere ad un’attività o ad un evento che si ritenga difficoltoso in maniera comunque decisa (intransigente, per meglio dire), ma allo stesso tempo rigida e separatista (dimostrando squilibrio e conflittualità).
Rimanendo su questo filo conduttore, la rigidità è un fenomeno possibile ed esperibile soltanto nell’energia elettrica ed elettro-magnetica (distorsioni dell’energia magnetica pura, ossia dell’Amore Incondizionato), ciò soltanto finché si rimane nella dualità e non si equilibrano gli opposti, incorporando il concetto che li integri entrambi: a questo proposito, è credenza comune del genere umano alla vibrazione che interpretiamo attualmente, che la rigidità sia un sinonimo di forza e che la forza sia una dote preponderante dell’uomo. In realtà, la rigidità, pur essendo da molto tempo una caratteristica preponderante dell’uomo, è una distorsione polare di tipo maschile della Forza pura (basata su energie di neutralità); il suo opposto polare sarà quindi la dolcezza, definibile come una dimostrazione di affetto estrema, che viene indirizzata soltanto agli individui verso cui si provano pensieri ed emozioni di amore egoico (non-Incondizionato), mentre il pensiero che le integra entrambe è
Senza voler esprimere giudizi in merito ad altri tipi di pensiero, tuttavia, dal mio punto di vista, il Vero Amore è soltanto di tipo incondizionato (e ciò, non significa freddo o distaccato, ma bensì non-polarizzato).
In riferimento a quanto sopra detto a proposito della dolcezza, intesa ancora una volta come opposto polare femminile della rigidità, è conseguente che quest’ultima sia quindi definibile come una dimostrazione di separazione estrema, basata su pensieri ed emozioni di Presunzione ed Arroganza, in merito ad un qualsiasi aspetto della vita (pratico e non), che l’individuo interessato vive in maniera conflittuale.
Molto spesso, infatti, il soggetto rigido mantiene in sé le caratteristiche principali degli ologrammi/archetipi del RIGIDO (appunto), dell’OPPRESSIVO e del PACIFISTA, per il fatto che nel primo caso egli sarà portato a pretendere che tutti abbiano ciò che egli ritiene giusto, o che come nel secondo caso egli sarà portato a pretendere di avere sé stesso in tutte le situazioni, o che come nell’ultimo caso egli sarà portato a pretendere di stare in pace con tutti; come potete notare, in ogni modo il soggetto in questione tenderà comunque a pretendere qualcosa: a questo proposito, vi ricordo che, come abbiamo asserito nell’articolo “
In definitiva, affinché desideriate incorporare
Che l’Amore possa diventare la Fonte costante della Vostra Forza!
Fuoco Adamantino
Salve, amici.
A questo punto, mi sembra doveroso presentarvi il mio amico Ambro, che come me si interessa di Spiritualità ed Ascensione, anche se in modo diverso dal mio.
D’ora in poi troverete sul blog altri articoli che Ambro continuerà a scrivere e che pubblicherò con molto piacere, sperando che possiate trovarli altrettanto in sintonia con voi: questo è succeso per me e ringrazio il mio amico del suo contributo.
Un abbraccio ed a presto.
Luce ad Amore a Tutti! J
Fede ed Ascensione
by Ambro
In questo scritto si parlerà della fede, e dell’importanza che ha nella crescita spirituale. Un essere in ascensione infatti, avvicinandosi sempre più a Dio, manifesta
La fede consiste nel comprendere che tutto ciò che ci accade è perfettamente diretto da Dio, l’essere che sa tutto e conosce le esperienze migliori di cui le anime incarnate devono prendere coscienza. I pensieri egoici, invece, tendono a far prendere troppo sul serio ciò che ci accade, concentrandosi di volta in volta su ciò che appaga i desideri dell’ego.
Allontanandosi sempre più da Dio, gli uomini hanno perso l’importanza della fede, che proprio perché fa comprendere che tutto ciò che esiste ha un senso, permette di liberarsi da tutti i pensieri limitanti caratteristici degli esseri umani. Gli uomini, con la caduta di consapevolezza, hanno scelto un amore condizionato, appunto dai pensieri limitanti, rispetto al vero Amore, cioè incondizionato.
Ciò ha causato la perdita della comprensione che ogni singolo evento è una manifestazione di Dio, e per tanto dell’Amore. Solo con la fede e la conseguente crescita spirituale si può apprezzare la vita per quella che è, proprio perché in tutte le sue sfaccettature manifesta la volontà di Dio. La vita viene quindi amata in toto, in tutte le sue manifestazioni, e ciò è conseguenza di un aumento progressivo di consapevolezza, che permette di comprendere sempre più in modo completo la realtà.
In altre parole si può affermare che solo
A conclusione di tali ragionamenti, si consiglia di intendere di incorporare